venerdì 19 marzo 2010

Avere più soldi nel bilancio di una regione può creare disastri

Il federalismo fiscale piace molto ai politici di ogni partito, anche nelle regioni che hanno i problemi più gravi e nelle quali sarebbe saggio esercitare maggiore prudenza nel valutare riforme di quel tipo.

Il federalismo fiscale è popolare perché la sua prima conseguenza è che i bilanci regionali, quelli che la politica locale potrà controllare direttamente, crescono molto e danno un sacco di opportunità in più alla coalizione che vincerà le elezioni per il governo del territorio.

Politici locali contenti, dunque, inevitabilmente. E la gente che in quei territori vive?

Una recente ricerca conferma i dubbi che in molti abbiamo da tempo. Dice questa ricerca, di eccellenti economisti italiani (e scusate per l’inglese, ma ormai google translate fa miracoli):

"Lagging regions or countries often receive additional funds from higher levels of government or from international organisations, to make up for their underdevelopment. But since a common cause of economic backwardness is precisely the poor functioning of government institutions, the risk that these additional resources could be counterproductive cannot be neglected. Our results, however, are not inconsistent with higher transfers to municipalities increasing the quantity and quality of public services provided to the local population. For example an exogenous increase in funds to local governments [may] raise educational outcomes. Nevertheless, our evidence suggests that these specific benefits are accompanied by a general deterioration in the functioning of local government institutions.”

L’articolo completo è qui: La maledizione dei soldi politici, di Brollo, Nannicini, Perotti e Tabellini.