lunedì 8 marzo 2010

Università e ricerca: più risorse con regole più trasparenti


Dal novembre 2009 passo molto del mio tempo a lavorare come prorettore delegato alla ricerca per la mia università. E' un lavoro complicato, perché in Italia i fondi per la ricerca sono molto pochi, e perché le regole con cui vengono distribuiti sono inadeguate, opache, poco capaci di riconoscere e premiare il merito. Stiamo cercando di migliorare le cose, in una situazione di bilancio (e non solo) molto difficile. Nell'intervento che segue racconto ciò che è stato fatto in questi primi mesi. L'articolo è scritto per lo "house organ" dell'università.

La ricerca nelle università italiane soffre di due carenze: scarse risorse e regole inadeguate. La scarsità delle risorse è ben testimoniata dai bilanci dei nostri atenei, nei quali le spese correnti “obbligatorie” esauriscono ben presto i fondi disponibili, e lasciano pochissimo al finanziamento di progetti di ricerca e di organismi fondamentali come i dipartimenti e i dottorati. Le regole sono anch’esse un problema. I meccanismi attraverso i quali le risorse pubbliche vengono destinate alla ricerca dai vari livelli di governo si basano su metodi di valutazione della ricerca che spesso ignorano gli standard internazionali di trasparenza ed efficacia. Inoltre, si fa ancora molta fatica a definire modelli condivisi attraverso i quali riconoscere, incentivare e dunque premiare la ricerca di buona qualità.
Di fronte a questa situazione, ci siamo mossi fin dai primi giorni per aumentare le risorse a disposizione della ricerca e per migliorare l’insieme di regole che devono sostenerla e incoraggiarla.
Per quanto riguarda il capitolo risorse, come è noto ci muoviamo in un contesto nel quale il bilancio dell’ateneo lascia pochissimi margini di manovra. E’ dunque necessario usare con grande attenzione le risorse interne e insieme, soprattutto in questa fase, lavorare per far arrivare a dipartimenti e gruppi di ricerca molte più risorse esterne di quanto si sia fatto nel passato.

Criteri trasparenti per ripartire le risorse
Un esempio di uso attento delle risorse interne è il metodo adottato per ripartire il fondo ex 60% tra le aree. Lo stanziamento 2009 è stato allocato in parte (50%) sulla base del numero di ricercatori presenti in ogni area, e in parte (il restante 50%) sulla base di indicatori che misurano la qualità del lavoro svolta dai ricercatori nelle varie aree. Gli indicatori verranno migliorati per la prossima ripartizione dei fondi previsti nel 2010, ma la direzione verso la quale ci muoveremo sarà coerente con quanto abbiamo fatto finora: coniugare la necessità di dare a tutti l’opportunità di lavorare e insieme creare le condizioni che permettano di riconoscere i meriti di chi ha prodotto buoni risultati. Lo stesso punto di vista verrà adottato nella ripartizione di altre risorse dedicate alla ricerca, dai fondi per i Dipartimenti a quelli per i corsi di dottorato.
Naturalmente, scrivere buone regole servirebbe poco se le risorse da distribuire si limitassero a quelle oggi molto ridotte dell'ex-60%. L’obiettivo di aumentarle è infatti fondamentale e, in questi primi mesi, ci siamo mossi su due linee principali. Primo, abbiamo lavorato per accelerare la piena attuazione della Legge Regionale della Ricerca (la LR 7/07). In una continua e costruttiva interlocuzione con la RAS e in particolare con l’Assessorato alla Programmazione, abbiamo ottenuto alcuni risultati importanti: per esempio, le risorse per il finanziamento dei progetti di ricerca presentati in risposta al bando regionale del 2009 sono passate dai sei milioni previsti agli attuali 11,5 milioni; 1,5 milioni verranno assegnati nelle prossime settimane alle unità locali che hanno ottenuto un giudizio positivo per i progetti di ricerca nei bandi Prin 2007 e del VI PQ (e una cifra analoga verrà stanziata nel 2010 per premiare gli idonei nel bando 2008 e nel VII PQ, con la possibilità di includere nel meccanismo premiale anche altri importanti bandi di ricerca esterni); altri 10 milioni circa verranno messi a bando per finanziare la ricerca in aree di particolare interesse per l’ente regionale. Su quest’ultimo punto abbiamo chiesto che l'individuazione delle aree in questione sia basata sul parere espresso dagli organi previsti dalla LR 7/07, a iniziare dai Comitati Tecnici, finora mai consultati. Infine, siamo al lavoro per attivare un importante punto previsto dalla LR 7/07 (articolo13, comma 2), che recita: “La Regione ... istituisce un sistema di premialità annuali da assegnarsi … a quei dipartimenti e gruppi di ricerca universitari che abbiano dimostrato la migliore produttività scientifica."

Regole chiare per valutare la produzione scientifica
L’attivazione di questa linea di finanziamento richiede come condizione necessaria la condivisione di metodi credibili, obiettivi, per la valutazione della produzione scientifica. La definizione di questi metodi spetta alla nostra comunità scientifica. Una volta messa a punto - in tempi che pensiamo possano essere rapidi - sarà possibile attribuire ulteriori, importanti risorse a sostegno dei nostri dipartimenti e della ricerca di qualità.
La seconda principale fonte di finanziamento esterno è rappresentata dai fondi europei della programmazione 2007-2013. L'interlocuzione istituzionale sulla programmazione di questi fondi è continua e punta a finanziare numerose borse di dottorati, posti di ricercatore a tempo determinato, periodi di permanenza all'estero dei docenti degli atenei sardi. Sul lato infrastrutturale, stiamo per dare inizio alla progettazione, finanziata con circa sei milioni di fondi FESR, di laboratori ICT, uno per polo, nei quali sarà possibile svolgere attività di didattica, ricerca, trasferimento tecnologico.
Infine, siamo al lavoro per creare la biblioteca digitale regionale (con accesso a tutte le principali riviste scientifiche e banche dati) e per progettare un sistema di sostegno alla progettazione, soprattutto a quella europea e internazionale, al fine sia di aumentare il nostro grado di successo nei bandi del VII PQ e in altri bandi di simile importanza e complessità, sia di facilitarne la gestione amministrativa una volta ottenuto un finanziamento.
Come sempre, anche in tempi incerti e difficili come questi, molto dipende da noi, dalla nostra capacità di darci regole adeguate per lavorare al meglio delle nostre capacità, di non sprecare risorse, di offrire buone condizioni di base a chiunque faccia ricerca nel nostro ateneo.