mercoledì 20 ottobre 2010

La rabbia dei pastori sardi e la politica inesistente

I pastori chiedono 220 milioni; il Consiglio Regionale sotto assedio è pronto a darne subito 138; gli agricoltori, a quel punto, porteranno i trattori a Cagliari per chiederne 400. 
Fantastico. Esempio perfetto di politica che si guarda l'ombelico 99 giorni su 100, e poi, all'ultimo momento, è pronta a sprecare soldi pubblici pensando, nessun partito escluso, "io speriamo che me la cavo".

Sprecare, sì. Questi soldi non risolvono niente se non l'"emergenza", che però sembra una roba proprio strutturale, tutt'altro che momentanea. Se il mercato non regge quella quantità di prodotto, ci sarà qualcuno che avrà il coraggio di ammetterlo? E ci sarà qualcuno, almeno nel Pd, che avrà il coraggio di dire che dobbiamo sostenere e aiutare i *lavoratori* quando perdono il lavoro, e non *posti di lavoro* condannati a produrre solo perdite e zero reddito? Sappiamo fare almeno questa semplice distinzione e lavoraci su con serietà?

Se fossi un pastore probabilmente farei quello che fanno loro. Perché l'alternativa attuale è la disperazione. Se avessimo una forma di sostegno sociale a favore dei (temporaneamente) disoccupati, come quelle ampiamente adottate in gran parte del nord europa (ne ho scritto anche qui), sarei molto più tranquillo. Durante il periodo di disoccupazione avrei un reddito adeguato e un percorso ben definito per trovare in tempi ragionevoli un nuovo lavoro.

Magari non ho capito il punto. Nel caso, sono qui pronto ad ascoltare.