mercoledì 28 novembre 2012

PERCHE' NEL MEZZOGIORNO HA STRAVINTO BERSANI? UN DUBBIO

Ho fatto un grafico. Ho sentito i risultati del voto e mi ha colpito la sua dimensione regionale, con Bersani che ha fatto bene sopratutto nel Mezzogiorno (25 punti percentuali di vantaggio su Renzi in Campania, 32 in Calabria, e così via). Mi ha colpito perché sull'economia meridionale e sul suo persistente ritardo lavoro da anni come economista. Insomma, ne conosco i problemi. Tra questi problemi c'è il basso capitale sociale (per una definizione di capitale sociale rimando alla NOTA 1 in fondo a questo intervento).
Detto e fatto: ho messo in relazione la distanza tra i voti di Bersani e quelli di Renzi con il livello del capitale sociale, regione per regione.
Ne è venuto fuori il grafico che vedete.
Il grafico dice questo: che, in media, più basso è il capitale sociale di una regione, più Bersani va meglio rispetto a Renzi. O, se preferite, che i migliori risultati Renzi li ottiene nelle regioni dove il capitale sociale è alto. (Per dettagli sul grafico rimando alla NOTA 2.)
Questo dice il grafico e nient'altro. Ognuno può interpretarlo come crede. Dietro una correlazione possono esserci mille fattori di cui il grafico non tiene conto. Può rivelare qualcosa di importante o invece nulla, solo una ingannevole correlazione. Meglio quindi non correre a facili conclusioni.
Però è legittimo fare delle ipotesi su cosa c'è dietro quel grafico. Poi se quelle ipotesi sono ben definite, si potrà cercare di valutarne la sostanza cercando altri dati, approfondendo l'analisi. Insomma, le solite cose che si fanno quando si vuole capire qualcosa della realtà.
Quali ipotesi si possono fare? Me ne vengono in mente due (chi ne ha altre le proponga).
La prima ipotesi è quella che si deve proprio a Bersani. Bersani dice questo: siccome nel sud la società civile e l'economia soffrono più che altrove, la parte migliore di quella società (gli elettori del Pd) si rivolge soprattutto a lui per chiedere aiuto.
E' un'ipotesi chiara ma -- per me -- poco convincente. Se parlassimo di primarie napoletane tra Bersani e -- che so -- Bassolino, questa ipotesi sarebbe molto convincente. Trattandosi però di Bersani contro Renzi faccio fatica a capire perché il candidato Renzi debba essere considerato inaffidabile dalla società civile del sud e affidabile, invece, da quella delle Marche, dell'Umbria, della Lombardia.
La seconda ipotesi si basa su un dubbio (le certezze non fanno parte di questo articolo). Il dubbio è che almeno in parte, soprattutto nel sud, il voto per Bersani potrebbe riflettere una domanda politica che esprime interessi particolari, per niente interessata alle profonde riforme che il prossimo governo dovrà garantire. Voti, per esempio, che capi bastone locali -- pensate alla Campania e un nome vi verrà subito in mente -- talvolta sono in grado di controllare perché per anni hanno usato (e spessissimo sprecato) soldi pubblici per proteggere questa o quella categoria, per distribuire favori e per difendere interessi corporativi di varia natura. Insomma, voti che si muovono più per "appartenenza" che per libera scelta, più per cercare di tenere in piedi un sistema di potere chiuso che per favorire un profondo cambiamento.
E' un dubbio, nient'altro che un dubbio. Sono certo che un dubbio di questo tipo aleggi, in queste ore, anche nella mente di Bersani. Avere debiti nei confronti di certi personaggi di un pessimo passato del Pd non può lasciare tranquillo nessuno, tanto meno Bersani: renderebbe più difficile governare bene, per il bene di tutti. Bersani è in gamba e se toccherà a lui sono certo che farà tutto il possibile per non farsi condizionare da questi eventuali debiti elettorali, ma questi dati sembrano suggerire che sarà dura. E che con Renzi, che quella cattiva politica considera un nemico da combattere, sarebbe meno dura, almeno da questo punto di vista.


NOTA 1. Per capitale sociale qui si fa riferimento "a quei valori e quelle credenze condivise e persistenti che aiutano un gruppo a evitare comportamenti opportunistici e a perseguire attività di che hanno un valore sociale". Quando il capitale sociale è basso, i comportamenti opportunistici prevalgono a discapito dell'interesse generale.

NOTA 2. Come è costruito il grafico. Nell'asse verticale ho misurato la distanza tra i voti di Bersani e quelli di Renzi. La distanza è calcolata così: in Campania, per esempio, Bersani ha avuto il 50,1% dei voti e Renzi il 25,4%. Il dato campano che ho usato nel grafico è dunque 50.1% - 25,4% = 24,7%. E così via per le altre 19 regioni. L'asse orizzontale riporta una misura del capitale sociale calcolata per il 2001 da Giorgio Nuzzo della Banca d'Italia in questo articolo (si veda la Tavola A22). Il dato di una regione fa riferimento a quello medio nazionale, che per semplicità è posto pari a 100. Notate che in questi dati la Sardegna ha un capitale sociale piuttosto alto, molto più alto di quello delle altre regioni del sud, e in linea con Lombardia, Piemonte e Liguria.